L’opera

Iconografia

Il dipinto rappresenta l’Annunciazione a Maria da parte dell’Arcangelo Gabriele. La scena si svolge in una stanza ampia ed elegante, arredata con cura e con una grande finestra a vetri aperta su un paesaggio lontano di montagne.

Si notano in particolare il sontuoso inginocchiatoio di Maria, con un Libro d’Ore appoggiato aperto, la cesta con i panni in primo piano e la seggiolina con il cuscino da ricamo.

L’angelo che scende in volo ha nella sinistra un giglio candido, segno di purezza e al centro in alto la scena è illuminata dalla colomba dello Spirito che scende in volo in un alone di luce abbagliante.

Annunciazione a Maria

Provenienza

Il Doge Pietro Grimani

Il Doge Pietro Grimani

Ignota la commissione originaria del dipinto, sappiamo che verso il 1750 apparteneva al doge Pietro Grimani (in carica dal 1741 al 1752). In quella collezione fu inciso da Pietro Monaco nel 1763 che nella scritta in calce ne indica già esplicitamente l’attribuzione a Jacopo Robusti detto Tintoretto.

Passa poi alla collezione Lechi a Brescia dove si trova intorno alla metà dell’Ottocento, in seguito a Vienna nella collezione Castiglione (1910), da lì in Germania nel 1924 prima a Berlino, poi al Castello di Ramholz (quando diviene con altri dipinti proprietà di Hermann Goering) e infine alla Alte Pinakothek di Monaco.

Venduto dal museo bavarese nel dopoguerra con tutta la ex collezione Goering, il dipinto approda infine in Italia dove viene esposto a Firenze alla Mostra dell’Antiquariato di Palazzo Strozzi del 1967 ed è in seguito battuto in asta nel 1989, passando nell'attuale collezione privata.

Storia critica

Tintoretto

Dopo un’importante segnalazione di Roberto Longhi che la giudica un’opera giovanile, l’Annunciazione è sempre stata considerata pienamente autografa. Solo nella scheda di Paola Rossi del 1982 (R. Pallucchini – P. Rossi, Jacopo Tintoretto: le opere sacre e profane, 1982) si ipotizza cautamente che possa esservi l’intervento del figlio di Jacopo, cioè Domenico Tintoretto.

Tintoretto

In realtà restando ad oggi piuttosto sfuggente l’identità di Domenico e soprattutto in considerazione dell’alta qualità pittorica di alcuni passaggi eccezionali come la figura dell’angelo in volo oppure delle idee del tutto originali della finestra con i vetri antichi tondi di Murano o della naturalistica cesta in primo piano, si deve immaginare una esecuzione autografa di Jacopo, forse coadiuvato dalla bottega in alcune parti secondarie, come era prassi normale nella sua vastissima attività.

Tintoretto

Il vistoso pentimento nella posizione della mano sinistra di Maria (chiaramente visibile nelle indagini all’infrarosso) contribuisce a confermare l’ideazione in prima persona da parte di Jacopo.

Stile e datazione

Per la cronologia è probabile che ci si trovi piuttosto vicino proprio a un’altra versione dello stesso tema, la Annunciazione della Scuola Grande di San Rocco a Venezia, databile tra il 1582 e il 1587.

stile e datazione